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Regione Sardegna

Ossi, abito tradizionale

Orgosolo, prov. di Sassari [i.e. Bortigali], Sardegna, [ Ossi costume]. - Dresda : Stengel & co., [prima del 1905].

Categoria

Titolo

Ossi, abito tradizionale

Descrizione

L'abbigliamento tradizionale rappresenta uno dei più efficaci simboli d'appartenenza, in grado di demarcare le identità collettive, regionali e nazionali. Ciò che oggi si è soliti indicare genericamente come "costume sardo" rappresenta l'esito di un lungo processo di trasformazione protrattosi dal XVI secolo sino alla fine del XIX secolo. Nell'orizzonte tradizionale l'abito svolgeva la funzione di comunicazione sociale, giacché rendeva immediatamente riconoscibile la regione d'appartenenza, il sesso, l'età, lo stato anagrafico e il ruolo di ciascun membro della comunità. A partire da una base di vestiario abbastanza omogenea, i cui elementi si articolano fra di loro in svariate combinazioni, si arriva ad ottenere anche in aree territoriali ristrette un numero notevole di tipologie di abito tradizionale.

Note

Si segnala che la cartolina tipografica ─ per la precisione una collotipia colorata a mano ─ rappresenta l'abito femminile tradizionale di Ossi e non già quello di Orgosolo o di Bortigali, come indicato, rispettivamente, dalle due note: una stampata e una manoscritta, presenti nella cartolina stessa. Che il soggetto dell'immagine sia riconducibile all'abito tradizionale di Ossi, oltre che evincibile dall'analisi delle singole parti costitutive dell'abito in questione, è confermato dal fatto che la medesima cartolina (datata 1890 ca.) è pubblicata nel puntuale lavoro di G.M. Demartis, Aspetti del vestiario popolare di Ossi (Sassari) : un patrimonio, una tradizione, Ossi, Associazione culturale e folkloristica tradiziones logudoresas "S. Ithoria", 2003; p. 17. Lo stesso Demartis ritiene che ad essa possa essersi ispirato l'incisore Vuillier (cfr. G. Vuillier, Le isole dimenticate. La Sardegna, impressioni di viaggio, prefazione di Antonio Romagnino; traduzione di Marco Maulu, Nuoro, Ilisso, 2002, p.113).

Luogo di pubblicazione

Dresda

ID

32740

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